Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Storico, Thriller
Durata: 120'
Regia: Bryan Singer
Cast: Tom Cruise, Eddie Izzard, Kenneth Branagh, Stephen Fry, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Terence Stamp, Thomas Kretschmann, Halina Reijn
Unidici lavoratori feriti di cui alcuni in maniera anche grave sul set, pellicole bruciate misteriosamente che hanno obbligato a rigirare delle scene, il divieto di girare le scene in Germania e tante tante tante critiche rivolte a Tom Cruise sulla scelta di renderlo il protagonista dell’Operazione Valchirie. Mai un film penso sia stato cosi tanto maledetto e discusso negli ultimi 10 anni! Visto l’argomento trattato non potevo non fiondarmi al cinema e farne una recensione!
Premetto che ho visto questo film con un sentimento storico quasi maniacale, avendo letto molti libri incentrati sul 20 Luglio 1944 ho fatto dunque caso ai minimi particolari per vedere se fossero fedeli alla Storia.
Comincio subito nel dire che a me Tom Cruise come attore (delle altre sue cose private m’interessa poco e nulla) piace, e anche molto; reputo alcune sue performance come in Collateral, Minority Repot, Magnolia o L’ultimo Samurai ottime ed è per questo che la scelta di fargli interpretare Von Stauffenberg mi è sembrata azzeccata, vista anche la somiglianza fisica. Cosi come gli altri attori del resto tutti ottimi e somiglianti ai veri personaggi storici interpretati; unica eccezione un Hitler non convincente, sicuramente quello interpretato da Bruno Ganz nella Caduta era migliore.
Aldilà di questa premessa Operazione Valkyrie è un bel film. Sicuramente poteva essere realizzato meglio con una maggiore cura dei particolari, ma essendo un film americano ci si poteva aspettare a veramente di peggio, molto peggio. Potevano rendere il tutto un film d’azione alla James Bond (come spesso hanno fatto i produttori di Hollywood) trasformando ad una macchietta l’evento storico, ma per fortuna non è stato cosi, e l’eroica congiura è stata salvata.
Gli attori sono tutti eccellenti come ho già affermato, le musiche belle e convincenti poste nei momenti clou del film. Dal punto di vista della regia nulla da eccepire Bryan Singer è un maestro su questo campo; la fotografia con la ricostruzione della Berlino di un tempo senza l’uso di effetti digitali è realistica e sublime, i colori fanno la loro parte con quel rosso acceso che spacca quasi lo schermo!
Anche il Bunker e l’intera sequenza dell’attentato è perfetta: tutti i particolari ci sono e tutto è minuziosamente uguale a quello vero. La confusione del dopo attentato è giusta (purtroppo le cose andarono davvero in maniera cosi lenta, ci fu una disorganizzazione totale)cosi come le reazioni dei personaggi.
Attori, regia, musiche e fotografie super; dov’è allora che non mi ha convinto questo film?
La storia sebbene sia abbastanza fedele a quella del 20 Luglio 1944 secondo me viene spogliata da un elemento chiave dei congiurati: le loro motivazioni e i loro ideali. Infatti, vengono troppo poco approfonditi i fattori stimolanti che unirono tutte queste persone nel tentare di uccidere Hitler. Von Stauffenberg è ben interpretato da Cruise, ma manca di profondità. Era una persona idealista, acculturata, nobile, aristocratica, amante delle poesie( infatti il suo messaggio finale Lunga vita alla Sacra Germania non è certo una frase detta a caso); non agiva per vendetta come vuole mostrare il film. Non amava affatto Wagner (inconcepibile questa decisione di renderlo un nazista dal punto di vista musicale) e il suo passato e la sua filosofia sono poco analizzate; perché divenne un oppositore? Quando? Tutte domande a cui il film non risponde e sarebbero sicuramente state utili per far comprendere allo spettatore la moralità del personaggio.
Anche gli altri protagonisti sono secondo me analizzati troppo superficialmente; soprattutto Goerdeler, una persona carismatica dalle motivazioni profonde ma anche falciato da dubbi terribili doveva essere messo maggiormente in risalto(nel film sembra quasi un antognista di Von Stauffenberg mentre non era affatto cosi); cosi come Von Tresckow(interpretato da Kennet Branagh), la seconda mente del piano, nel film viene quasi eclissato.
Forse non vi è chiaro ma questi uomini stavano per organizzare una cosa inconcepibile nella storia dell’esercito tedesco, mai nessuno aveva osato fare ciò! E’ dunque ovvio che avessero tutti più o meno dei dubbi laceranti; ma sono andati avanti comunque grazie alla straordinaria forza delle loro motivazioni che troppo poco vengono esaminate. Anche il dopo Hitler viene quasi accantonato; lo stato che avrebbero voluto mettere in piedi era uno stato di Diritto ma tutto ciò non viene menzionato.
Anche la maniera in cui parlano negli uffici dell’attentato è troppo semplificata, non era certo affatto cosi facile e sicuro parlare di assassinare il Fuhrer in persona!
Infinite avrei mostrato molto di più la crudeltà del regime nazista che reagì a questo attentato con una violenza inaudita: a partire dai tribunali fasulli ( una scena c’è ma non convince) dove il giudice “equo” insultava gli accusati senza alcuna remore per finire alle impiccagioni ai ganci da macellaio(il tutto filmato per mostrarle ad Hitler nel privato della sua stanza) : tutte scene troppo corte per colpire lo spettatore.
Ho riscontrato altri errori ma sicuramente minori che non hanno molta importanza.
Sicuramente come ho già scritto all’inizio è un buon film, il clima oppressivo ricreato intorno a lui è stato eccessivo perché aldilà degli errori, fa ben capire come questi uomini fossero degli eroi. Peccato pero che come spesso accade nei film americani non va oltre e non si addentra nelle menti dei cospiratori; un occasione persa dunque per sfornare un capolavoro.
Ma sempre meglio di niente; perlomeno grazie a questo film, molti giovani sapranno ora chi è l’eroe Von Stauffenberg.
PS: qualora vi interessasse la storia della congiura, vi consiglio due libri al riguardo:
Uccidere Hitler. La storia di tutti gli attentati al Führer di Moorhouse Roger Editore Corbaccio.
Obiettivo Hitler. La resistenza al nazismo e l'attentato del 20 luglio 1944 di Joachim Fest Editore Garzanti