LA PUBBLICITA' CI FA INSEGUIRE LE AUTO E I VESTITI, FARE LAVORI CHE ODIAMO PER COMPRARE CAZZATE CHE NON CI SERVONO. (Tyler Durden)
Citazione del mese:
"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi." ("Quei bravi ragazzi")
Citazione più rappresentativa: “Ascoltali. Bambini la notte. Che musica che fanno.”
Scena più rappresentativa: Dracula nel suo castello quando risponde di non bere mai vino. Box Office(USA): Non pervenuto.
Awards: Nessuno.
Bè personaggio storico di cui è quasi inutile parlarne, il vero Dracula perchè come lo interpretava Lugosi non lo interpretava nessuno!
La storia di Dracula era già rappresentata da molti anni nei teatri di New York, quando il giovane produttore Carl Laemmle stanziò un grosso budget per un film altrettanto ambizioso: trasporre l'adattamento teatrale del romanzo stokeriano in un film dove la parte del conte transilvano sarebbe stata recitata dall'istrionico Lon Chaney, "l'uomo dai mille volti". L'uomo-dai-mille-volti morì pochi mesi dopo di cancro alla gola, avendo potuto dimostrare appena la sua voce bella e versatile. La scelta cadde sull'attore ungherese Bela Lugosi, che con il suo accento mitteleuropeo (le battute erano recitate conoscendone a memoria il suono, data la scarsa conoscenza dell'inglese) calcava già da tempo le platee interpretando proprio il personaggio di Dracula. Il ruolo del professore ammazzavampiri venne affidato ad Edward Van Sloan che, così come Lugosi, interpretava già un ruolo nell'adattamento teatrale di Dracula, quello del professor Abraham Van Helsing.
La pellicola ebbe un enorme successo, al di là delle più rosee previsioni della Universal, ed è a tutt'oggi considerata un "classico" del suo genere, grazie soprattutto alla suggestiva interpretazione di Lugosi che, con la sua eleganza, il suo sguardo ipnotico e il suo accento mitteleuropeo, diede al personaggio del Conte vampiro un fascino aristocratico e macabro al tempo stesso.
Con questo ruolo, l'attore divenne immediatamente un divo dell'horror e lavorò intensamente per tutti gli anni trenta, lasciandosi però coinvolgere in una miriade di film del terrore, spesso scadenti, quali Bacio mortale, L'isola degli zombies e Scared to Death, di volta in volta nel ruolo di medico folle, di vampiro, di scienziato sadico.
Inizialmente scritturato per interpretare il mostro in Frankenstein di James Whale (1931), Lugosi abbandonò il film prima dell'inizio delle riprese, per divergenze artistiche con la produzione, lasciando il posto a Boris Karloff. Solo nel 1939 tornerà sul set di un film sul mostro di Frankenstein, interpretando con efficacia il ruolo di Ygor in Il figlio di Frankenstein (1939) e nel successivo Il terrore di Frankenstein (1942), prima di accettare di interpretare finalmente l'infelice creatura creata in laboratorio in Frankenstein contro l'uomo lupo (1943).
Specializzatosi in ruoli di personaggi sinistri, dalla gestualità enfatica e spesso al limite del grottesco, in rare occasioni Lugosi ebbe la possibilità di allontanarsi da questo cliché: una di queste fu per un piccolo ruolo nella commedia Ninotchka (1939), accanto a Greta Garbo.
• Fu girata anche una versione spagnola del film di Dracula, durante la notte, mentre di giorno si girava la versione americana, usando gli stessi set. • Nel 2004 sono stati restaurati e masterizzati su DVD tutti i film della saga di Dracula.
Film in cui è apparso: Frankenstein(1931), La Sposa di Frankenstein(1935)
Citazione più rappresentativa:“Da solo brutto, amico bello!”
Scena più rappresentativa: Quando per la prima volta il Mostro sorride perché la bambina non ha paura di lui.
Box Office(USA): 12M$.
Awards: Nessuno.
Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (da Laura, Luisa e Morando Morandini, Il Morandini, dizionario del film 2007, Zanichelli)
Un capolavoro del cinema dell'orrore: girato con uno stile spoglio e fluido (così da lasciare molto spazio alla scenografia e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una "rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto" [Lourcelles]. Celeberrime le scene del laboratorio, dell'incontro tra il mostro e la bambina e del tragico finale, dove la folla brucia il mulino in cui si è rifugiato il mostro. La maschera di Boris Karloff, capolavoro del truccatore Jack Pierce, è diventata uno dei più classici simboli dell'orrore. (da Paolo Mereghetti, Il Mereghetti – Dizionario dei film 2008, Baldini Castoldi Dalai editore)
Tutti conosciamo la storia di Frankenstein, inutile soffermarsi sopra. Ci sono state molte versioni di questo celebre mostro, ma solo una merita ed è quella di James Whale, uno dei piu grandi registi d'horror di tutti i tempi. Non avendo molto tempo, copio incollo da Wikipedia.
James Whale regala al cinema il suo capolavoro: Frankenstein. Colin Clive è il dott. Frankenstein che, sfidando tutte le leggi imposte alla condizione umana, si cimenta nell'impresa più emozionante che l'uomo abbia mai intrapreso: ricreare la vita.
Alla Universal Pictures naturale candidato al ruolo del mostro, dopo il successo in Dracula, era Bela Lugosi. Pur avendo effettuato dei provini, l'attore di origini magiare ritenne che un personaggio muto - nonostante gli effetti comici prodotti dal suo inglese - e che avrebbe reso irriconoscibile il suo volto, non rendesse sufficiente giustizia alla sua recente fama.
Collaboratore alla prima stesura del soggetto e primo candidato regista fu il franco-americano Robert Florey, a cui si deve il permanere, nell'edizione finale, di un evidente debito nei confronti dell'espressionismo tedesco. Fu poi scelto il regista di origini inglesi James Whale. A lui si devono le scelte di Boris Karloff, del tormentato Colin Clive, che aveva diretto nel lavoro teatrale Journey's End e di Mae Clarke, che aveva interpretato la parte di una prostituta nel suo film Waterloo Bridge.
Il trucco del mostro, anche se i meriti devono essere divisi con James Whale, si deve a Jack Pierce, mago del truccoUniversal, poi creatore anche dei make-up di L'uomo lupo e La mummia. A lui si debbono la testa piatta (troncata alla sommità), l'osso frontale e le sopracciglia del mostro, ottenute con la sovrapposizione di strati di mastice, cotone e collodio. Per esaltare le fosse sulle guance, Boris Karloff doveva anche sottoporsi all'estrazione di un ponte dentale. Le operazioni di trucco e strucco richiedevano, quotidianamente, sei ore. Le due appendici metalliche, ai lati del collo, comunemente ritenute chiodi, sono, in realtà, elettrodi da cui il mostro doveva ricavare l'energia vitale.
Oltre all'introduzione iniziale, voluta espressamente dal produttore Carl Laemmle, per vincere la resistenza canadese alla diffusione del film sul proprio territorio (ma divieti si ebbero anche per la Svezia, la Cecoslovacchia, l' Australia), altri elementi aiutano ad illustrare l'audacia del film, per i propri tempi. Dal 1937, improvvisamente, le scene in cui il mostro lancia in acqua, provocandone la morte, la bambina e in cui il barone Frankenstein, dopo aver dato la vita alla creatura, esclama " Ora so cosa significa essere Dio" scomparvero dalle pellicole proiettate nelle sale, e successivamente da quelle trasmesse in televisione.
Frankenstein fu seguito da una serie di film a cominciare con La moglie di Frankenstein del 1935, che è considerato da alcuni il miglior film della serie (in parte per il fatto che in questa pellicola il mostro parla). Elsa Lanchester interpreta la sposa di Frankenstein.
-"7 anni a Folsung, in isolamento per 3, Mcnneil in precedenza. Mcnneil è un carcere duro come dicono?" -"Ti occupi di scienza penitenziaria?" -"Hai intenzione di tornarci? Sai ne ho conosciuti alcuni che facevano qualche cazzata apposta per farsi ribeccare e tu?" -"Deve aver conosciuto proprio i più stupidi." -"Ah ne ho conosciuti tanti." -"Mi ci vedi a rapinare un negozio di liquori con scritto in fronte arrestatemi sono un perdente?" -"No in effetti no." -"Bravo. Non tornerò mai in prigione." -"Allora è meglio che tu cambi lavoro." -"E quello che mi riesce meglio organizzare colpi. A te quello che riesce meglio è cercare di fermare gente come me." -"Insomma una vita regolata non ti piacerebbe?" -"Quale sarebbe il barbecue e la partita in televisione?" -"Gia." -"Ed è questa vita regolata quella che fai?" -"Che faccio? No la mia vita...no la mia vita è un disastro assoluto. Ho una figliastra incasinata come poche per il suo vero padre che grazia a Dio è un gran coglione. Ho una moglie, la madre, ma ormai siamo in rotta un matrimonio irrecuperabile il mio terzo. E' questo perché passo tutto il mio tempo a dare la caccia a quelli che fanno il tuo lavoro: ecco la mia vita." -"Una volta uno mi ha detto: non fare entrare nella tua vita niente da cui tu non possa sganciarti in 30 secondi netti se senti puzza di sbirri dietro l'angolo. Se tu sei sempre appresso a me e dove vado io vai anche tu...Bè come pretendi di tenerti una moglie?" -"Questa è una bella domanda. Tu invece sei un monaco?" -"Ce l'ho una donna." -"E che le racconti?" -"Che faccio il rappresentante." -"Quindi se dovessi vedere me arrivare da quell'angolo, abbandoneresti la tua donna, senza neanche salutarla?" -"Rientra nella disciplina." -"E' un po’ superficiale no?" -"Si può darsi che lo sia. O lo accettiamo o tanto vale che cambiamo mestiere." -"Io non saprei che altro fare." -"Ah io neanche." -"E nemmeno vorrei fare altro." -"E io neanche." -"Da un po’ la notte ho un sogno ricorrente: sono seduto a una grande tavola imbandita insieme a tutte le vittime di tutti gli omicidi su cui ho indagato sedute a tavola anche loro e fissano tutte me...Con quelle orbite nere vuote. Molte di loro in testa hanno un foro di proiettile da cui cola sangue. Altre sembrano palloni per quanto si sono gonfiati perché le ho trovate solo due settimane dopo che erano stati ammazzati. I vicini avevano sporto denuncia per la puzza! Insomma stanno tutti li; seduti e composti." -"E che ti dicono?" -"Niente." -"Non parlano?" -"No. Forse perché non hanno niente da dire. Stiamo seduti e ci guardiamo. Loro guardano me e nient'altro è questo il sogno." -"Io invece sogno di affogare. Allora devo svegliarmi e mettermi a respirare o morirei nel sonno." -"Conosci il significato?" -"Si, avere ancora tempo." -"Ancora tempo per poter fare quello che vuoi?" -"Si esatto." -"E ora lo stai facendo?" -"No ancora no." -"Eccoci seduti qui, io e te normali come due vecchi amici ma tu fai quello che fai e io faccio quello che devo fare. E ora che ci siamo conosciuti se quando sarà dovrò toglierti di mezzo potrà non piacermi ma ti avverto: se mi troverò a scegliere fra te e un poveraccio per colpa tua rischia di lasciare un vedova...Scelgo te senza neppure esitare." -"Trascuri l'altra faccia della medaglia. Cosa succederebbe se tu mi incastrassi e fossi io a dover scegliere? Perché per nessun motivo ti permetterei di fermarmi. E'vero ci siamo conosciuti si, ma neppure io esiterei nemmeno un istante.” -"Forse proprio cosi che andrà...o...Chi può dirlo?" -"O forse non ci rivedremo mai più."