
Mi trovo in estrema difficoltà a recensirlo, ma d'altronde mi sono voluta tuffare in quest'avventura da sola e ora devo pedalare...
é per me molto complesso trasformare in parole quello che questo film è in grado di suscitarmi.
Non è il solito film vecchio, è un film che ti mette davanti alla realtà!
La giovinezza, che a rigor di logica dovrebbe sprizzare gioia da tutti i pori non è altro che un covo di paranoie e problemi esistenziali; come allo stesso tempo, la vecchiaia che dovrebbe rappresentare un fiore che appassisce, è talmente saggia e talmente piena di esperienze che ti fa vergognare di aver pensato di non potercela fare.
In questo film Calvero e Terri sono l'emblema della vita, un circolo che non ha mai fine.
Ognuno di noi, nella propria vita vorrebbe fare ed essere tante cose, ma poi ci ritroviamo a non far nulla di quello che vorremmo, ed è questo che secondo me Chaplin vuole dire con
“il tempo è un grande autore, trova sempre il perfetto finale”...alla fine ci arriviamo sempre, e la maggior parte delle volte non è la nostra volontà a mandarci in una direzione piuttosto che in un'altra, bensì il tempo che, inesorabilmente, trascorre.
Calvero ci dimostra ogni momento l'enorme ottimismo e la continua voglia di vivere, che dovrebbero essere in tuttti noi indipendentemente da ciò che possediamo "conosco un uomo senza braccia che sa suonare uno scherzo sul violino con le dita dei piedi! Il guaio è che lei non vuole battersi".
Per questo “pensi alla forza che è nell'universo, che fa muovere gli alberi e c'è la stessa forza dentro di lei, purché solo abbia il coraggio e la volontà di usarla”.
Forse non ho capito nulla del film ed è solo quello che ho percepito io, ma il concetto è questo: bisogna prendere in mano le redini della nostra vita. come...? “nel più grande giocattolo del creato sta la felicità”...
indovinate qual è il giocattolo di cui parla Chaplin...