Voglio subito iniziare col dire che non so se Martyrs è un capolavoro: davvero non lo so, forse domani o tra una settimana potrei affermare che in effetti lo è. Oppure no. Ma una cosa posso dirvela senza ombra di dubbio: Martyrs è un film d’horror che non si dimentica facilmente, anzi chi l’ha visto non lo dimenticherà mai.
Il cinema francese è avanti anni luce in confronto a quello italiano: tralasciando gli altri generi su cui non voglio soffermarmi, il genere horror francese ha sfornato ultimamente quattro film che sono senza dubbio dei grandi film: alta tensione, frontier(s), à l’interieur e appunto martyrs. Tra tutti, quest’ultimo è quello più agghiacciante, terribile e destabilizzante. Sono rimasto scioccato da questo film.

E’ forse questo il pregio maggiore di questo film, girato alla perfezione da Laugier: un tour de force che distrugge mentalmente lo spettatore: quello stesso spettatore che dinanzi alle torture di Saw ride per non piangere o che sbadiglia di fronte alla classica studentessa americana dalle forme prosperose che si fa massacrare stupidamente a colpi d’ ascia dal malato di turno. Martyrs ci ricorda che la violenza non è divertente, scherzosa o ridicola. Al contrario, da quanto tempo un film d’horror non ha perturbato cosi tanto le menti di chi lo vede? Assistere a Martyrs è come assistere ad un calvario: siamo impotenti a questo nuovo genere che sta spopolando dal 2000 in poi: il torture porn; ovvero tutte le scene di tortura vengono mostrate nei minimi particolari dando un senso di realismo cosi forte che a stento si riesce a guardare il tutto senza chiudere gli occhi.

Ma il paradosso di questo film è che in Martyrs non vige una violenza maggiore che in James Bond (basta contare il numero di morti), ma giocando magnificamente di psicologia e di realismo cambia totalmente la percezione che si può avere di un film. Il lavoro tecnico della squadra è fenomenale: dal trucco sconvolgente e strarealistico, all’ambiente: tutto calza a pennello. Tutto è perfetto per impressionare lo spettatore per la crudeltà e il realismo delle scene. Come posso non mettere in risalto l’interpretazione stupefacente del duo Jampanoi e Alaoui: due ragazze belle e soprattutto bravissime. Perfette, meriterebbero entrambe una valanga di premi. La sceneggiatura poi è sublime: cosi anticonformista, non si capisce mai dove si vuole andare a parare; intricata, originale nulla a che vedere col classico film banale e stereotipato! Si sfocia in discussioni filosofiche che fanno pensare e che tutti ci chiediamo almeno una volta nella propria vita; forse il titolo avrebbe dovuto anticiparmi qualcosa riguardo tutto ciò ma come potevo arrivare ad una trama cosi folle e geniale?

Nel costruirla in 3 atti complementari ma totalmente imprevedibili e incredibili, Pascal Laugier ha avuto l’audacia e il coraggio di lanciarsi in un progetto polemico senza nascondersi dietro un dito; il suo film non lascia indifferenti e si impone come un must del genere: chiunque amante dell’horror deve vederlo, ne potrà rimanere schifato o entusiasta, ma sicuramente siamo dinanzi ad un film unico nel suo genere che porta una ventata di freschezza e di novità ad un genere stanco e troppo spesso preso in considerazione per qualche serata rilassante e in allegria. No, con Martyrs tutto ciò non è possibile; dopo la visione sicuramente vi ritroverete a riflettere su tante cose, e non è questo un pregio immenso per un film? Io direi proprio di si.
Non so è perfetto ma come ogni opera che osa, merita tutta la mia ammirazione.
Persone sensibili, astenersi!
