LA PUBBLICITA' CI FA INSEGUIRE LE AUTO E I VESTITI, FARE LAVORI CHE ODIAMO PER COMPRARE CAZZATE CHE NON CI SERVONO.
(Tyler Durden)

Citazione del mese:

"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi."

("Quei bravi ragazzi")
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mercoledì 11 marzo 2009

PERSONAGGIO # 35: DON VITO CORLEONE.

Nome: Don Vito Corleone.

Interpretato da:
Marlon Brando.

Film in cui è apparso: Il Padrino (1972)

Citazione più rappresentativa: “Gli farò un'offerta che non può rifiutare.”

Scena più rappresentativa: Quando Vito uccide Don Fanucci.

Box Office(USA): 133,7 M$.

Awards: Best Actor, 1973; Best Actor – Drama 1973 Golden Globes.



Bè questo personaggio non può non esserci in questa classifica! Il Padrino per eccellenza! Semplicemente strepitoso.

Il padrino (1972) è la prima delle tre pellicole della trilogia omonima firmata dal regista Francis Ford Coppola, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo.

La pellicola fu premiata con tre premi Oscar e, insieme al suo seguito, è considerata una pietra miliare della storia del cinema.

Il padrino è stata infatti considerata la seconda miglior pellicola statunitense della storia dall'American Film Institute ed è costantemente al primo posto della classifica dell'Internet Movie Database.

  • La Paramount Pictures considerò dapprima di fornire la parte di Vito Corleone a Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles o George C. Scott. Anche Burt Lancaster voleva la parte ma non fu mai considerato.
  • Francis Ford Coppola era invece indeciso se dare la parte di Vito Corleone a Laurence Olivier o Marlon Brando. Olivier era però all'epoca troppo vecchio e malato per recitare, così la sua scelta cadde su Marlon Brando, di cui Coppola era un grande ammiratore. Brando però all'epoca aveva 47 anni e un aspetto ancora giovanile (Ultimo tango a Parigi per esempio è successivo al Il Padrino), ma al provino per la parte Brando, che s’invecchiò con del cotone in bocca, fu talmente bravo che convinse definitivamente Coppola.
  • Francis Ford Coppola rischiò di essere licenziato per aver scelto Marlon Brando per la parte di Vito Corleone. Onde evitare questa spiacevole soluzione, il regista licenziò a sua volta molti dei suoi dipendenti che stavano premendo per il suo licenziamento.
  • Al provino per la parte, Marlon Brando decise di voler dare al suo personaggio un aspetto da bulldog, recitando con del cotone in bocca per appesantire le guance. Durante le riprese, il cotone fu sostituito da un particolare apparato costruito appositamente da un dentista, e oggi conservato in un museo dedicato al cinema di New York.
  • Brando rifiutò il suo premio Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, in disaccordo sui maltrattamenti degli indiani nativi d'America da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò alla premiazione una finta squaw chiamata Sacheen Littlefeather per leggere il suo discorso di protesta. Più tardi si scoprì la vera identità della ragazza, Maria Cruz, un'attrice semi-sconosciuta.
  • Fu Francis Ford Coppola a volere fortemente l'allora semisconosciuto Al Pacino nella parte di Michael Corleone. Il regista dovette vincere le forti resistenze della produzione che offrì la parte a Jack Nicholson, Dustin Hoffman e Robert Redford. Francis Ford Coppola sosteneva che questi ultimi non avessero la fisionomia del viso riconducibile ai siciliani. Persino James Caan fu provinato per il ruolo di Michael.
  • Robert De Niro fece un convincente provino per la parte di Sonny. Tuttavia Francis Ford Coppola gli preferì James Caan, la cui candidatura era sostenuta apertamente da Brando.
  • L'interprete di Luca Brasi, Lenny Montana, doppiato in italiano con grande professionalità da Guido Celano, dimostrò gravi problemi di nervosismo ogni volta che doveva recitare il proprio ringraziamento al padrino in occasione dell'invito alle nozze della figlia Connie, siccome il personaggio era interpretato da Marlon Brando. Coppola allora scrisse appositamente la scena in cui Brasi prova e riprova il discorso accanto al tavolo di Michael e di Kay Adams. Addirittura, durante le prove, per stuzzicare il collega, Brando entrò in scena con un cartoncino attaccato in fronte con scritto "Vai a fare in...". Coppola, nel commento sul DVD (edizione 2002), spiega che Montana era un ex wrestler, con poca esperienza alle spalle come attore; fu principalmente il fatto che dovesse girare con Marlon Brando a farlo innervosire.
  • Marlon Brando amava molto fare scherzi sulle scene (tipo il biglietto con la scritta "vai a..." appena citato). Altre vittime furono i due sventurati che, al suo ritorno a casa dall'ospedale, lo portavano su una barella in camera sua: Brando fece mettere assieme a lui sotto la coperta una serie di pesi, di modo che il tutto (barella, Brando e pesi) arrivò a pesare quasi trecento chili.
  • Lo scrittore Mario Puzo e il regista Francis Ford Coppola hanno intenzionalmente evitato di utilizzare il termine Mafia all'interno dei loro lavori.
  • Nella pellicola ci sono circa 61 scene in cui si vedono gli attori mangiare o bere.
  • Nella pellicola ci sono tre personaggi appartenenti alla famiglia di Francis Ford Coppola. Talia Shire, sorella del regista, nella parte di Connie; Carmine Coppola (padre di Francis) al pianoforte nella scena d'intermezzo della pellicola e una neonata Sofia Coppola nella parte di Michael Francis Rizzi, il bambino battezzato durante lo sterminio dei capi delle cinque famiglie.
  • La parte di Apollonia, originariamente offerta a Stefania Sandrelli (che però non si mostrò interessata), è stata interpretata da una giovanissima Simonetta Stefanelli, che all'epoca delle riprese non aveva ancora compiuto i 18 anni di età.
  • Il film fu girato in 62 giorni.
  • Nel 2006 è stato creato il gioco ufficiale per PC e console multipiattaforma, in cui il protagonista è un affiliato ai Corleone, che compie la propria ascesa personale nella famiglia, partendo dal livello più basso fino a ricoprire il ruolo del padrino. Il tutto con, sullo sfondo, le vicende della pellicola.
  • Le scene ambientate a Corleone, in verità, furono girate in provincia di Catania a Fiumefreddo di Sicilia, nella fattispecie al Castello degli Schiavi, la scena finale de Il padrino - Parte III, in particolare, ed anche a Forza d'Agrò a Savoca e a Motta Camastra in provincia di Messina.
  • Robert Duvall spesso divertiva gli altri attori con delle improvvisazioni non programmate, ad esempio quando muore Sonny Corleone e riferisce a Don Vito la morte del figlio.
  • Robert Redford ha aiutato il regista nella scena in cui Sonny raccoglie una penna da terra.
  • Durante la scena in cui Tom Hagen riferisce a Don Vito la morte del figlio Sonny, si nota visibilmente un microfono che esce dalla scrivania.
  • Il chitarrista dei Guns 'n' Roses, Slash, suonava spesso il brano della colonna sonora della pellicola, in versione rock, durante i concerti.

venerdì 13 febbraio 2009

PERSONAGGIO # 43: COLONEL WALTER E. KURZ

Nome: Colonel Walter E. Kurz.

Interpretato da:
Marlon Brando.

Film in cui è apparso: Apocalypse Now(1979).



Citazione più rappresentativa: “L’orrore…l’orrore…”


Scena più rappresentativa: Il monologo di Kurz.


Box Office(USA): 78,7 M$.

Awards: Nessuno.

Voglio dire una cosa che forse sarà blasfema nel mondo del cinema; ma al sottoscritto Apocalypse Now paradossalmente è piaciuto fino all’entrata in scena di Marlon Brando. Da li l’ho trovato lento troppo lento e noioso. Sarò matto ma è cosi! Voi che ne dite? E’ cmq un personaggio storico del Cinema e ci può stare assolutamente in questa classifica anzi ci deve stare! Al dilà dei miei gusti lo penso realmente.

« Il mio film non è sul Vietnam... il mio film è il Vietnam. »

(Francis Ford Coppola)

La parte saliente del film, ossia quella che rende diverso Apocalypse Now da un film prettamente didascalico sulla guerra del Vietnam, oltre alla stessa impostazione del film, che mette la guerra sullo sfondo, concentrandosi solo sul protagonista, è l'incontro tra il capitano Willard e il colonnello Kurtz, incontro carico di toni epici e misteriosi. Kurtz, un monumentale Marlon Brando, ripreso in penombra, sembra qualcosa di più e di meno di un essere umano. Egli spiega, tra le righe, la sua filosofia: occorre uccidere, distruggere e mutilare, anche donne e bambini, se la causa è giusta.

Il colonnello, che si è macchiato dei delitti più terribili, lo ha fatto per seguire fermamente il suo ideale, senza lasciarsi corrompere come gli altri militari o gli stessi membri del governo, che uccidono come fa il colonnello Kilgore, facendo insensate stragi, e poi si preoccupano di condannare lui come omicida (accusa quasi assurda nel bel mezzo della guerra del Vietnam). È dunque un eroe o un pazzo sanguinario? Willard cerca di capire la vera natura di Kurtz, ma più si avvicina a lui e più sente di condividere le sue idee, pur notandone l'evidente follia: Kurtz si crede onnipotente, perde di vista il limite umano. Deve, e vuole, essere distrutto.

Qui si scorge il contributo di James Frazer, antropologo che scrisse a proposito delle origini del mito e della religione nelle diverse civiltà umane. È palese la sua influenza dal legame che ha con il lavoro di Joseph Conrad e da un'inquadratura del film, nella quale si vede il più importante saggio di Frazer, Il Ramo d'oro. Frazer descrive come in molte civiltà primitive è facile per gli indigeni vedere in un essere umano un dio, e credere ciecamente in lui, obbedendo ad ogni suo ordine (esattamente come i montagnard fanno con Kurtz). Leggendo Frazer, la scena finale di Apocalypse Now diventa più comprensibile: quando l'uomo-dio manifesta i primi sintomi di cedimento e di prossima morte o malattia, per evitare che lo spirito divino fugga e sparisca per sempre, portando sciagura sull'intero popolo, è necessario che egli venga ucciso, trasferendo il potere nelle mani dell'omicida, il quale diventa il nuovo dio. Kurtz era malato, e aveva trovato un efficace espediente per evitare che gli indigeni lo uccidessero: essi, per placare la loro insofferenza e preoccupazione, nei momenti in cui Kurtz stava male, praticavano sacrifici animali. Ciò è chiaro nella scena dell'assassinio: Kurtz morente viene associato al bufalo sacrificato dagli indigeni (tra i quali balla forsennatamente anche Lance). Willard, dopo aver ucciso il colonnello esce dal suo rifugio e viene accolto dalla folla dei montagnard come un dio: essi si inchinano davanti a lui in silenzio.

Il regista, Coppola, spiega il suo ragionamento sul bene e sul male: un uomo che ha la possibilità di portare molto avanti il suo potere, può darsi che non riesca a fermarsi in tempo, e ad individuare il confine fra la propria anima ancestrale, violenta e amorale, e quella civile, perdendo di vista la possibilità di convivere con gli altri, se sono più deboli. E non è un caso, sembra dire Coppola, che questa filosofia venga normalmente applicata a quella guerra talmente sciagurata da confondere e stravolgere tutti gli aspetti della morale non solo americana, ma di tutto il mondo.

La luce gioca un ruolo fondamentale nel film: il suo taglio netto luce/ombra colloca i personaggi, che sempre vivono un dramma interiore, nella dimensione della tragedia imminente. Essi agiscono su un palco creato appositamente per loro, marionette i cui fili sono tirati dal crudele ed incorruttibile fato. Questo sembra essere chiaro: nessuno ha la facoltà di decidere del proprio destino, il libero arbitrio è solo una facoltà che ci illudiamo di avere.
E quel colonnello Kurtz, così gigantesco nel compimento di un destino già scritto, sa che non basta uccidere e massacrare per dimenticare la propria anima malata. Non serve la poesia, non serve la follia, non serve nascondersi nelle ombre e mostrare solo quello che si vuole.
La morte è l'unica amica nel mondo da incubo del Vietnam, in cui tutto è grottesco nella sua crudeltà. L'unica cura è la morte, che porta lontano da tutto l'orrore alienante della guerra.

Contrasta col titanismo eroico di Kurtz il piccolo capitano Willard, un Martin Sheen struggente, un uomo stanco che vive in un incubo. Divorato dai suoi demoni, agisce e vive senza crederci veramente. Il suo senso morale, o quello che ne resta, lo spinge a compiere la sua missione, ma la sua mente gli grida di scappare. Kurtz e Willard, due facce della stessa medaglia, l'uno lo specchio dell'altro, due uomini ormai a metà, ognuno dei quali ha nei confronti della propria mente un solo dovere: quello di non impazzire.

  • Marlon Brando chiese a Francis Ford Coppola solo riprese in penombra e particolarmente scure per celare un notevole aumento di peso.
  • Benjamin Willard, nome e cognome del personaggio interpretato da Martin Sheen, è composto dai nomi dei figli primogeniti di Harrison Ford, che appare nel film per qualche minuto nei panni del maggiore Lucas.
  • Il nome del personaggio interpretato da Harrison Ford è un omaggio al regista George Lucas.
  • Nella scena nell'accampamento francese i due bambini che recitano una poesia in francese sono interpretati dai figli di Coppola: Roman e Gio Coppola.
  • Assistente alla regia era Melissa Mathison (E.T.), che sul set incontra Harrison Ford del quale diventerà la futura seconda moglie; infatti a quel tempo Ford stava divorziando dalla sua prima moglie Mary Marquardt.
  • Celebri sono i segmenti, all'inizio e alla fine del film, in cui Coppola ha inserito The End dei The Doors; questa canzone deve parte della sua fama proprio al suo utilizzo in questo film.
  • Nel film recita anche un giovanissimo Laurence Fishburne che interpreta un giovane soldato arruolatosi da poco, che morirà ucciso sulla barca che lo porta da Kurtz; per rendere più drammatica la scena, Coppola lo farà morire mentre sta ascoltando un nastro in cui la madre lo saluta e gli augura di tornare a casa.
  • Coppola impiegò quattro anni per realizzare Apocalypse Now (da quando iniziò a scrivere la sceneggiatura, nel 1975, alla conclusione del primo montaggio, nel 1979) e presentò il film al festival di Cannes con una versione differente da quella uscita nelle sale. Inoltre dedicò anche anni successivi al completamento del suo montaggio definitivo (nel 2001 esce la versione finale, la director's cut, Apocalypse Now Redux). I motivi per cui impiegò molto tempo per completare il film sono molteplici. Inizialmente ebbe qualche difficoltà nell'assegnare i ruoli agli attori (ci furono vari ripensamenti, rifiuti e indecisioni: inizialmente Harvey Keitel e Jack Nicholson avrebbero dovuto interpretare rispettivamente Willard e Kurtz). Infatti Marlon Brando causò problemi a Coppola perché non era sicuro di voler interpretare il film. Un altro aspetto essenziale è che Francis Coppola iniziò a girare il film senza aver finito di scrivere la sceneggiatura, che nell'ultimo anno, senza sapere come completare la storia, scriveva e correggeva la notte per il mattino seguente. Come si legge ne "Diario dall'Apocalisse" scritto dalla moglie Eleanor Coppola (seguì il marito nelle Filippine con i figli e nel periodo delle riprese scrisse questo "diario" e girò un documentario, Hearts of Darkness, che documentano la produzione del film) Francis non fu per niente a suo agio e sicuro di sé durante tutta la lavorazione al film: ci furono molti momenti di agitazione e i due coniugi rischiarono quasi la separazione in seguito ad un momento critico.
  • La scena finale fu la più improvvisata da Coppola il quale risolse il problema del completamento del film con un suggestivo montaggio accompagnato dal brano dei Doors.
  • Quando Willard e i pochi sopravvissuti arrivano al capolinea e approdano al villaggio indigeno, accolti dal fotoreporter americano (interpretato da Dennis Hopper), si può leggere sul muro frontale al fiume la scritta bianca OUR MOTTO: APOCALYPSE NOW.
  • Dennis Hopper ha raccontato che quando Marlon Brando si presentò sul set, Francis Ford Coppola bloccò la produzione per due settimane, che passò in barca sul fiume leggendo "Cuore di Tenebra" di Conrad insieme all'attore.

Il famoso monologo:

domenica 6 luglio 2008

I Film della Settimana


I Film della Settimana: 06/07/2008-12/07/2008

Niente male questa settimana! Continuate cosi emittenti tv!

Domenica 06 Luglio RaiTre 23.20:

A History of Violence (USA, 2005)di David Cronenberg con Viggo Mortensen.

Consigliato Perchè: Un Cronenberg diverso ma pur sempre affascinante.

Lunedi 07 Luglio Retequattro 23.20:

Amistad (USA, 1998)di Steven Spielberg con Morgan Freeman, Dijmon Hounsou, Anthony Hopkins.

Consigliato Perchè: Un cast super, Spielberg alla regia e tema toccante.

Lunedi 07 Luglio RaiUno 03.10:

Cruising (USA, 1980)di William Friedkin con Al Pacino, Karen Allen, Paul Sorvino, Richard Cox.

Consigliato Perchè: Un Pacino strano, un film controverso.

Martedi 08 Luglio RaiTre 21.05:

Ronin (USA/Francia, 1998)di John Frankenheimer con Robert De Niro, Jean Reno.

Consigliato Perchè: C'è Bob, c'è Jean, pero il film si salva solo per loro due.

Mercoledi 09 Luglio La7 21.10:

Buon compleanno Mr. Grape (USA, 1994)di Lasse Hallström con Johnny Depp, Juliette Lewis, Leonardo DiCaprio.

Consigliato Perchè: Un dramma diretto magristalmente, cast super.

Giovedi 10 Luglio Retequattro 21.10:

Insomnia (USA, 2001)di Christopher Nolan con Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank.

Consigliato Perchè: Thriller efficace, cast super, regista di Memento. Merita.

Venerdi 11 Luglio RaiDue 21.05:

The Others (Spagna/Francia/USA, 2001)di Alejandro Amenábar con Nicole Kidman.

Consigliato Perchè: Un Sesto Senso forse migliore, strepitosa Kidman, regia eccezionale.

Sabato 12 Luglio RaiTre 20.30:

Apocalypse Now: Redux (USA, 1979/2000)di Francis Ford Coppola con Marlon Brando.

Consigliato Perchè: C'è anche da chiederlo? CAPOLAVORO.

Sabato 12 Luglio La7 23.05:
Inseparabili (Canada, 1988)di David Cronenberg con Jeremy Irons, Geneviève Bujold.

Consigliato Perchè: Uno dei film piu belli di Cronenberg il visionario. Jeremy Irons immenso.

venerdì 13 giugno 2008

Personaggio # 93: STANLEY KOWALSKI.



Nome: Stanley Kowalski.

Interpretato da: Marlon Brando.

Film in cui è apparso: Un tram che si chiama Desiderio( A streetcar named destre 1951)

Citazione più rappresentativa: Non ho ancora incontrato una signora che non sapesse se fosse di bell'aspetto o no, senza che gli fosse stato detto; ci sono alcune di loro che si danno credito per più di quello che sono.

Scena più rappresentativa: L’urlo animalesco di Stanley: Stella. Hey Stellaahhhhhhhhhh!.

Box Office(USA): Non pervenuto.

Awards: Nessuno, ma Brando fu nominato come miglior attore nel 1952 ma perse l’oscar contro Humphrey Bogart.

Ci sono delle performance che non possono essere dimenticate. Dopo averle viste nulla è come prima. Quella di Marlon Brando nel famoso Stanley Kowalski è una di queste. Tratto dall’opera teatrale di Tennessee Williams, Kowalski è l’uomo virile in persona: brutale, animalesco, muscoloso e crudele: un gorilla che vuole dominare e possedere. Il bastardo più sexy che il Cinema abbia mai conosciuto.



Allenandosi per ben 2 anni per poter interpretare questa parte, Kowalski è uno dei personaggi più riusciti della storia del cinema. Abita nel quartiere francese di New Orleans ed è sposato con Stella, che gli annuncia di essere incinta. Tutto si complica quando, la sorella di Stella, Vivian Leigh ovvero Blanche viene a far loro visita. Gia mentalmente scossa dal suicidio di suo marito, Blanche è molto fragile. L’attrazione tra loro due diventa insostenibile. E fatale.

Grazie ad una fantastica Vivien Leigh, questa coppia scoppia. La Leigh è timida, repressa, aristocratica ed innocente. Lui invece è estroverso, cinico, spiantato e libertino.

Un film mitico che annuncia l’irruzione delle pulsioni sessuali nell’universo cinematografico Hollywoodiano fino a quel momento molto mitigate. I chiari-scuri espressivi e patetici del regista Kazan isolano i corpi e i sentimenti in un apparento spartano di un vecchio albergo. Marlon Brando sex simbol, si oppone ad una superba Vivien Leigh, sensuale che cade inesorabilmente nella follia.



Per i fan di Ligabue, capirete ora perché all’inizio di Piccola Stella Senza Cielo c’è quel famoso urlo che sembra piu un verso animalesco, un omaggio a Kowalski!

Qui potete ammirare in questo collage di scene il fisico e la bellezza di Marlon Brando: