LA PUBBLICITA' CI FA INSEGUIRE LE AUTO E I VESTITI, FARE LAVORI CHE ODIAMO PER COMPRARE CAZZATE CHE NON CI SERVONO.
(Tyler Durden)

Citazione del mese:

"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi."

("Quei bravi ragazzi")
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giovedì 28 febbraio 2008

La Parola ai Giurati (Movie # 22)


Titolo originale: 12 Angry Men.
Produzione: USA.
Anno: 1957.
Regia: Sidney Lumet.
Interpreti: Henry Fonda, Lee Cobb, Ed Begley, E. G. Marshall, Jack Warden.
Durata: 92' circa.

Esordio di Lumet col botto, questo 12 Angry Men (12 uomini arrabbiati e non come tradotto in italiano La Parola ai giurati) è un capolavoro assoluto. E' tutto cosi semplice ed entusiasmante: 92 minuti in cui l’azione si svolge sempre nella stessa stanza dove 12 giurati devono decidere all'unanimità l'innocenza o la colpevolezza di un imputato. Se sarà ritenuto colpevole, sarà condannato a morte tramite sedia elettrica. 11 votano inizialmente colpevole, ognuno per vari ragioni: pregiudizi, razzismo, senso di potere, voglia di sfogarsi o di tornare a casa...Tutti tranne uno: il deputato numero 9, Henry Fonda che non è convinto dell'innocenza dell'imputato ma nemmeno del contrario, si avvale unicamente della facoltà di dubitare. Comincia a rivedere il caso discutendone con gli altri undici giurati...Il resto lo lascio scoprire a voi lettori senza guastarvi il film, io vorrei parlarvi d'altro.


La parola chiave del film è secondo me: "Nessuno è colpevole fino a prova certa." Infatti a Lumet non interessa dimostrare se l'imputato è colpevole o innocente. Il messaggio che Lumet tenta di portare allo schermo(e ci riesce in maniera perfetta) è ben altro. E' una denuncia contro le ingiustizie, la pena di morte, il razzismo, i pregiudizi facili, la spocchia di una certa classe sociale e il suo ribrezzo verso quella popolare. Lumet riesce in maniera sublime a far capire allo spettatore come davvero per un niente si può mandare una persona a morte con tranquillità. Ogni personaggio rappresenta qualcosa o qualcuno, assume una simbologia ben precisa, senza pero mai perdere la veridicità del personaggio stesso. Infatti i 12 giurati, sebbene molto diversi tra loro sono molto realistici con le loro ansie, paure e visioni del mondo. Ognuno con delle proprie esperienze alle spalle, ognuno convinto di aver ragione senza magari motivazioni profonde dietro. E' un film che si basa tutto sulla psicologia e analizza la mentalità di ogni giurato. E’ un autopsia del pensiero umano. Poche volte ho assistito a dei dialoghi cosi avvincenti, profondi e realistici!


Claustrofobico, con un atmosfera volutamente pesante e soffocante, il film è meravigliosamente diretto. Non ci sono tempi morti, scorre via molto bene e riesce subito a far presa sullo spettatore. Senza testimoni, senza prove, senza i principali accusati, senza musiche, senza effetti speciali, il film è l'ennesima prova che se si ha una sceneggiatura solida anche con pochi soldi si può realizzare un film bellissimo! Ci sarebbe da ricordarglielo a certi registi attuali che poggiano il loro film unicamente su effetti speciali!


I 12 attori sono eccezionali, il film si basa su di loro e ognuno si cala alla perfezione nel proprio personaggio rendendo al massimo. Menzione particolare per Fonda col suo vestito bianco(semplicemente 1 caso, colore della giustizia?) che si erge a difensore della giustizia e della libertà del dubbio.

Vederlo 50 anni dopo dalla sua uscita non cambia nulla: il film infatti non ha preso alcuna ruga. Anzi , rimane d'attualità piu che mai, e questo è un altro dei tanti pregi del film. Perché la giustizia fa sempre discutere.



Uno dei più bei film che abbia mai visto. Che dire ancora…Che aspettate a noleggiarlo o a rimediarlo? E alla svelta anche!

Tra il  e il