LA PUBBLICITA' CI FA INSEGUIRE LE AUTO E I VESTITI, FARE LAVORI CHE ODIAMO PER COMPRARE CAZZATE CHE NON CI SERVONO.
(Tyler Durden)

Citazione del mese:

"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi."

("Quei bravi ragazzi")

sabato 13 dicembre 2008

LANTERNE ROSSE (1991)

Regista è Yimou Zhang…come avevo promesso, ecco qui la seconda recensione di un suo film; la storia, come spesso accade è tratta da un libro, “moglie e concubine”.

Scontato, prevedibile, lento, noioso, sentimentale, polpettone.

Niente di questo. Bello, bello, bello.




I primi minuti sono una preparazione a tutto quello che succede successivamente. Sono arrendevoli, sono strazianti, sono tristi.

C’è rivalità e tanto odio: ci sono 4 donne con età diverse, provenienze diverse, vissuti diversi.

Si presentano, come da tradizione. Tutto, si svolge per assecondare le tradizioni antichissime della famiglia Chen: i matrimoni, le notti insieme al padrone, i pasti, le lanterne, il rispetto per gli avi. Tutto si riduce a questo.


Ora ve le presento:


la Quarta signora, una serva, la Prima signora, la Seconda signora, la Terza signora: ogni immagine è stata presa non più tardi di qualche secondo rispetto alla prima apparizione di ognuna di esse.







La trama non è complessa, bensì lo sono i personaggi. Questo è il tipico esempio di “non è tutto come sembra”, ognuna di queste donne è diversa da come appare.

Gli uomini, pochi sono presenti, sono invece tutti estremamente piatti, è facilmente intuibile ciò che pensano e ciò che faranno.


Mi sono posta una domanda: questo pattume degli uomini e la complessità delle donne è una scelta voluta dalla storia, o è semplicemente riconducibile alla cultura cinese?

Il padrone, il cui viso non viene mai inquadrato, bada unicamente al suo piacere, è sempre fuori casa, quando torna sceglie una signora con cui trascorrere la notte.

per il padrone sono uno dei tanti vestiti che può indossare o togliere a suo piacimento

Credo che questa frase sia significativa del ruolo del padrone e delle 4 signore, ma credo che rappresenti ad ogni modo il ruolo femminile nella società asiatica.

Quando ho cominciato a vedere il film, da comune ragazza occidentale con i miei ideali individualisti sono rimasta per un attimo sconvolta dalle usanze della famiglia Chen, esattamente come la Quarta signora, ma pian piano mi sono resa conto che i miei ideali, il mio pensiero è tipico appunto, di una visione occidentale e disprezzare la loro visione è altrettanto tipico della nostra cultura; non siamo abituati, o almeno non dovremmo esserlo, a vedere le donne come un oggetto che l’uomo può scegliere e scartare dopo averlo usato esattamente come se fosse una tazza per la colazione, e non possiamo accettare questo comportamento da parte di un uomo.



Con i minuti di film trascorsi ci si rende invece conto che le cose sono ben diverse: non solo la donna viene scelta dall’uomo e mollata il secondo dopo, ma se lei scegliesse di non essere scelta l’uomo non avrebbe problemi nella scelta di un’altra delle donne a disposizione.

Vuol dire, in parole povere, esattamente questo: visto che l’unico scopo della vita di queste donne è servire il loro padrone, se lui decidesse di passare la notte con un’altra, il loro valore non sarebbe più una tazza da colazione, bensì una tazza con il manico rotto; e a che serve una tazza in cui non si può versare la cioccolata calda perché non si può tenere per il manico giacché esso è rotto?


La soluzione è una: ben comprensibile vedendo il film.



L’unico spiraglio di luce si ha con la comparsa di un altro personaggio che fa capolino nel film, ma anche lui ben presto si capirà come non è altro che una falsa illusione che le cose cambino, in realtà in questi paesi le tradizioni sono così ben radicate che non c’è verso che possano essere cambiate.

Si spera che dia una svolta al film, alla vita di lei, che sia una ribellione non solo simbolica. Niente.

Sempre più imprevedibile ad ogni minuto che il film si avvicina alla fine….si spera che almeno la coalizione possa aiutare a continuare ad “accontentarsi di vivere” , ma la desolazione è troppa… i complotti sono ovunque, eccessivi, giorno e notte.



Sembra che per tutto il film il concetto che voglia essere trasmesso sia: “io sono una signora e resto una signora, una serva rimane una serva”, questo è quanto.

Dopotutto però, la gerarchia di importanz, prevede che le donne, qualsiasi ruolo esse svolgano non sono nulla di più di oggetti, sempre disponibili all’uso, l’unico che conta è il padrone.


Vi direte, e allora cosa c’è di bello in questo film..? credo che la bellezza stia (e forse è ancor più visibile leggendo il libro, in cui vi sono alcune differenze), nel modo di raccontare la tristezza e l’amarezza che c’è nel cuore di queste donne, quelle fortunate, quelle che capiscono che non tutto si limita a rendersi più gradevole per il loro padrone; la poesia è insita nel racconto della forza di ognuna di loro, che tenta di ribellarsi, che tenta di cambiare le cose, che tenta di migliorare la propria vita e non cadere nella più grande alienazione creata dalla percezione di se stessi come oggetto e non come persona.

12 commenti:

sartenis ha detto...

Avevo indovinato il prossimo film che volevi recensire:)

Che dire di questo capolavoro che tu non abbia scritto?

È il film con cui Zhang Yimou, ex direttore della fotografia, già regista di “Sorgo rosso” e “Ju Dou”, ha acquisito notorietà a livello internazionale, imponendosi come uno degli autori di punta del cinema cinese e diventando il mio preferito di tutti i tempi.

Ispirato al romanzo “Mogli e concubine” di Su Tong, adattato da Ni Zheng, “Lanterne rosse” è un melodramma asciutto, claustrofobico, psicologico, che incanta con la sua perfetta geometria e la sua sopraffina eleganza, ma lacera e strazia come la solitudine della protagonista.

Film sulle donne, tutte vittime di una società feudale incarnata dal marito-padrone, che (non a caso) non ha nemmeno un primo piano fateci attenzione.

Trasmette soprattutto un profondo malessere, che culmina nel finale, una scena di morte gelida e raccapricciante (anche se abilmente solo suggerita) in un contesto di infinita bellezza. Per un'opera di tale perfezione e compiutezza, la dicitura "capolavoro" non è fuori luogo.

Vorrei aggiungere qualcosa sulla Musa di Yimou oltre che (al tempo) sua compagna, Gong Li è assolutamente perfetta per completare la tua recensione. Oltre a lei, comunque, tutti fanno una bella figura, a partire da He Caifei. Che ne pensi?

Non fu distribuito nella Cina popolare. Guardandolo, si capisce perché.

Scrivi bene mathilda questo blog mi sta convincendo sopratutto se continuerai a recensire film di qualità, ci siamo capiti!

PS: Guardati gli ultimi film di Yimou sopratutto la trilogia è diverso forse più maturo e commerciale, non so se ti capita vediteli!

sartenis ha detto...

PPS: Scusa la lunghezza del mio post ma volevo chiederti se potevo scaricarmi le foto che hai messo visto che sono tue, perchè le reputo straordinarie in particolare le prime tre.

xero ha detto...

pensa mathilda che questo film l'ho visto :) incredibile!^^

lo consiglio a tutti nessuno escluso!

la fotografia è eccelsa come può essere solo quella orientale e l'ambientazione anche!

mi è piaciuto anche perchè svela usi e costumi cinesi sconosciuti a noi occidentali. certo come dici tu è tipico di noi occidentali giudicare e ritenerci superiori pero sono rimasto davvero sorpreso in negativo da questa loro visione della donna sinceramente!

pero è film che dovrebbe essere accessibile a tutti per le gelosie e sotterfugi che rendono la trama non banale e molto complessa da prevedere! locke te lo consiglio se puoi veditelo!

xero ha detto...

ps: anche io ti faccio i complimenti per le foto splendide! perchè non ne fai una del criceto almeno neil potrà metterlo come sfondo desktop? ahahahahahahha neil lo conosce questo film? faglelo vedere!

locke ha detto...

Sinceramente devo ammettere che non ho molto seguito il cinema asiatico ma da come ne parlate nelle vostre recensioni dovrò aggiungerli ai film che devo vedere grazie ai vostri suggerimenti!!!!!

elnina ha detto...

il regista rappresenta con lucidità e distacco la Cina di sempre dominata dal maschilismo dove per le donne l'unica speranza di essere considerate è quella di diventare madri. Il film mi è piaciuto moltissimo nella implacabile e rigorosa progressione del racconto mai intralciata dalla melassa e dai toni predicatori, cosa che con i film americani troppo spesso bisogna ascoltare: il classico polpettone di predica e morale insopportabile!

certo è lento, ma suggestivo, molto coinvolgente e angosciante (vagamente claustrofobico), anche nella colonna sonora. Bellissime le scene, notevoli i costumi, eccezionale la fotografia. ho notato due simboli ricorrenti forse sbaglio dmmi magari che ne pensi: il primo è visivo: le lanterne rosse (il rosso è il colore del matrimonio) che indicano in quale stanza si trova il signore, ovvero quale moglie ha scelto per la notte. Il secondo è sonoro: il rumore dei legnetti che le serve usano per massaggiare i piedi della moglie prescelta di volta in volta e che riecheggiano ossessivamente nel palazzo.

se sono tue creazioni foto complimenti sono belle:)

mathilda ha detto...

sartenis, telo avevo detto che avrei recensito altri film che ti sarebbero interessati probabilmente.. e puoi giurarci che io recensisco film di qualità, ti invito a dare uno sguardo anche alle mie vecchie recensioni....magari la recensione della trilogia di park ti può interessare... e se ti appassionano non solo film prettamebte orientali, ma anche qualcosa di polacco puoi trovare un bellissimo post dedicato a kieslowski, in ricorrenza della sua uscita dal mondiale degli attori; e di stalker addirittura ce ne sono due, una mia, e una di skripach..la sua sicuramente più rigorosa.
Ho poi iniziato a postare delle recensioni di kim ki duk...ll'unica che ho postato finora è primavera, estate, autunno, inverno ...e ancora primavera...ma ho già altre 2 recensioni scritte, e presto ne scriverò un'altra...

per quanto riguarda le foto che ho postato, certo che puoi scaricarle, anche se non avrei mai detto che potesse piacere in particolar modo la foto della prima signora.

non preoccuparti per il post lungo, come vedi i miei non sono da meno ^_^ anzi non mi piace chi per dire tante cose ci mette un secondo per sbrigarsi , e alla fine non trasmette nulla, oltre il puro concetto, ci sono delle cose che possono essere comunicate, anche solo con la scrittura, solo se si usano tutte le parole che ci vengono in mente per esprimerle: il riassunto è didattico, qui siamo per diletto.

per rispondere a elnina, ci ho fatto caso anche io al suono, e al colore rosso; non so se ti riferisci unicamente al film, però ho dato uno sguardo su internet, sembra che nel libro le lanterne non siano così spesso presenti.

Cmq sia, la ricorrenza in un film del genere io la interpreto come se fosse un continuo a ripresentare le stesse cose, che non accennano a cambiare. mai.
le lanterne, sono sempre accese in una sola casa per notte, anche quando il padrone lascia la casa dov'è la quarta moglie per andare dalla terza, tempestivamente vengono spente le lanterne nella quarta e accese nella terza.sembra come se volesse dire " è inutile che tentate di smuovere le cose dall'interno e sconvolgere le tradizioni, qui si è sempre fatto cosi e cosi si farà: dove sono io, sono le lanterne".

il suono dei bastoncini sembra voler ricordare la loro schiavitù mentale creata dalla necessità di voler a tutti i costi il padrone.
i bastoncini li riceve solo una donna a sera, come un preliminare, eppure ognuna quando sente il rumore dei bastoncini immagina di ricevere il massaggio; non perché gli da sollievo fisico, ma perché gli sembra di non rimanere indietro rispetto alle altre, gli sembra di poter assaporare la vittoria di quella sera: trascorrere la notte con il padrone.
anche yan'er ad un certo punto si vede nella sua stanza che immagina di ricevere il massaggio mentre ode il suono.. anche lei vuole immaginarlo, anche lei vuol sognare di poter avere il padrone.

scusa, cosi su due piedi , mi è sono riuscita solo a formulare questa riflessione.. e siccome non posso dilungarmi ulteriormente visto che il lavoro ha sempre la meglio, ora interrompo qui, sperando che posa essere cmq uno spunto di riflessione per te e magari oggetto di discussione nei prossimi giorni.

sono daccordo con te xero, ma sfortunatamente, noi occidentali siamo stupidamente affascinati, quasi esclusivamente dagli effeti speciali e dalle mega esplosioni...però vedere che nonostante tutto, non sono l'unica pazza mi conforta...

concludo la mia risposta kilometrica dicendo solo che nonostante il ruolo da protagonista, e l'indubbia bravura di li gong....il mio personaggio preferito è assolutamente meishan.. e proprio come dice sartenis caifei he non è da sottovalutare...in tutta onestà è lei quella che mi è piaciuta di più, per la sua grande espressività...forse, l'idea che mi da il suo personaggio è che sia il più complesso, nonostante il suo odio per zhuoyan, l'invidia per songlian e la passione per il dottor gao, sembra che riesca a non scomporsi mai pur facendo trapelare ogni suo pensiero.
la sua femminilità e la sua dolcezza mi hanno completamente affascinato!

capamichi ha detto...

Sono contenta che qualche blog recensisca film di questo genere e rara bellezza visto che sono quasi sconosciuti al grande pubblico e per trovare delle recensioni tocca perdere delle ore! Il bello del blog è proprio questo non sono schierati e indottrinati come i siti piu famosi che recensiscono i film imposti dagli sponsor, con disastri la maggiorparte delle volte. Per questo innanzitutto bravi!

Dopo aver visto sul grande schermo Memorie di una geisha dell'americanissimo Rob Marshall, mi chiedevo chi fosse la splendida e repressa Hatsumomo. Ebbene signori ho scoperto Gong Li attraverso quel film e da quel giorno l ho amata. L'unica vera grande attrice cinese che grazie alla sua fisicità prorompente e al suo sguardo, dimostrante una grande personalità, si è imposta all attenzione del grande pubblico. Tornando al film in questione, ritengo sia un vero capolavoro e una pellicola capace di rappresentare una facciata ahimè tragica della storica Cina. I primi minuti sono un pò lenti ma ci fanno perfettamente entrare nella condizione di Sonia e della sua apatia. Il film è dominato da donne, donne di grande forza, capaci di tutto pur di ottenere le lanterne rosse del titolo accese per una notte. Sonia è un'illusa presuntuosa che pensa di imporsi alle attenzioni del padrone attraverso l'inganno. In realtà è un'ingenua, la sua giovane età non le permette di realizzare consciamente cos è la vita di una concubina. Cosi saranno personaggi a lei affini e lei stessa a pagare per la sua presunzione . Una storia avvincente che emoziona fino alla commozione. Abiti e scenografia meravigliosi. Assolutamente da non perdere.

sartenis ha detto...

Grazie per il permesso di scaricare le foto!

Non conosco Kieslowski darò dunque un occhiata alla tua recensione, per quanto riguarda Park non mi diletta molto vederlo lo trovo privo di poesia. Invece Kim Ki Duk ovviamente sono un agguerita sua fan dunque aspettero volentieri le tue prossime recensioni e spulcero la prima.

CinemaMonAmour ha detto...

Ciao Mathilda,
ho dato un'occhiata a questo film recensito da te! Devo dire che scegli sempre films particolari e questo è uno di essi. Lo vedrò e ti farò sapere.
Complimenti!
CinemaMonAmour

mathilda ha detto...

il post su kieslowski ha visto la collaborazione di tutti e tre i responsabili del blog...tutti noi eravamo assolutamente indignati dalla sua sconfitta vergognosa durante una partita del mondiale dei registi...non ricordo con quale regista si scontrava, ma sicuramente la sua sconfitta era stata decretata dalla sua poca popolarità..cmq devo dirti che dopo il post (il quale è stato pubblicato nell'arco di tempo in cui si svolgeva ancora la partita) ha cmq incrementato la quantità di voti in suo favore....

riguardo lanterne rosse, capamichi, devo dirti che ho trovato i costumi spettacolari...soprattutto l'arredamento della casa di songlian era stupendo.....

riguardo alla mia interpretazione delle lanterne e del rumore crato durante il massaggio ai piedi cosa ne pensate ?

sartenis ha detto...

La tua interpetazione è giusta, secondo me è proprio quello il simbolismo che Yimou vuole trasmettere.

Ho appena letto il post su Kieslowski devo dire che ne sono rimasta molto impressionata in maniera positiva, deve essere un regista formidabile. Presto mi vedro allora la sua trilogia dei colori e ti faro sapere. Complimenti per la promozione di questo tipo di registi ce n'è tanto bisogno in Italia!