LA PUBBLICITA' CI FA INSEGUIRE LE AUTO E I VESTITI, FARE LAVORI CHE ODIAMO PER COMPRARE CAZZATE CHE NON CI SERVONO.
(Tyler Durden)

Citazione del mese:

"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi."

("Quei bravi ragazzi")

sabato 7 giugno 2008

Il sorpasso



Regia: Dino Risi
Anno: 1962
Attori principali: Vittorio Gassman
, Catherine Spaak, Jean-Louis Trintignant

In ricordo del regista Dino Risi, (deceduto oggi, 7 giugno 2008), voglio recensire brevemente questo suo film.
La prima volta che l'ho visto, sono rimasto colpito positivamente per il fatto che è un film fuori dal comune. Non ci si deve aspettare il classico film degli anni 60.
Si tratta di un film che contiene forti critiche alla società dell'epoca, a partire dalla rappresentazione che Trintignant porta grazie alla sua bravura, dello stereotipo del giovane timido e un po perbenista. Gassman invece rappresenta l'elemento di rottura, colui che entra prepotentemente nella vita del giovane e gli "apre gli occhi" sulla realtà del mondo. Il tutto viene condito con la classica comicità del cinema italiano di quell'epoca, ma che sul finale lascia lo spettatore con l'amaro in bocca. Lungo tutto il film, lo spettatore ha l'impressione di guardare un classico film a lieto fine, e poi all'improvviso viene spiazzato dal finale. Ed è li che si vede la bravura del regista, perfetto nella tempistica degli avvenimenti e nel non lasciare spazio allo spettatore che si ritrova alla fine del film sopraffatto dagli eventi.

L'epilogo:


5 commenti:

Anonimo ha detto...

un altra dolorosa perdita dopo pollack!

hai fatto benissimo skripach a fare un topic dedicato al grande risi perchè se lo meritava tutto!

io ricorderei anche in nome del popolo italiano e profumo di donna da dove poi ha preso spunto al per fare remake!

pero ne ha fatti tanti altri di film degni di nota vero ragazzi?

bravissimo skripach!

Skripach ha detto...

ha fatto anche "Il mattatore"

Neil McCauley ha detto...

La storia del Cinema Italiano.

Indimenticabili i suoi film, sopratutto con Vittorio Gasmann.

bravo Skripach a fare un topic del genere.

io ricorderei questa foto:

http://data3.blog.de/media/949/2428949_e405d04314_m.jpg

Eterno!

mathilda ha detto...

che bella recensione skripach...bella davvero!

è un po che non ti si vedeva in fermata...in che città ti trovi ?

Skripach ha detto...

Cara matilda, visto che sono tornato alla grande? Al momento sfrutto tutta la potenza della connessione da firenze, ma da stasera le mie incursioni potrebbero ridursi visto che torno in quel di roma... a presto!